venerdì, 26 maggio 2006

Stasera traccia ti porta a cena per festeggiare il tuo compleanno. ha optato per una cena a due, senza altra gente intorno. sei un po' nervosa e un po' preoccupata.

Invece tu avevi deciso che l'unica persona con cui volevi festeggiare era aidan, che ti aveva stupita e conquistata colla nuova versione di sé. lo hai invitato a cena fuori, lui aveva accettato. era fissato per mercoledì scorso, avevi prenotato in un ristorante un po' caruccio, ma davvero raffinato. poi, mercoledi pomeriggio è scoppiato un gran temporale, lui ti ha chiesto di rimandare. tu hai accettato, nn volevi che uscisse a festeggiare il tuo compleanno controvoglia.

il giorno dopo hai spiegato alla tua collega valentina che il tuo compagno segreto aveva chiesto di rimandare la cena per via della pioggia. Lei ti ha guardato incredula: "ma come? ma che sfigato! ha rinunciato a festeggiare il tuo compleanno per due gocce di pioggia? ma piccola, tu meriti molto di meglio!". Cavolo, ci sei rimasta male! hai pensato che nn faceva una piega come ragionamento. e hai avuto la netta sensazione di star vivendo una storia già vista.

miagolato da bluemomo alle ore 19:31
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Ogni mattina, quando ti  vesti, è una piccola tragedia. nn sai mai bene cosa metterti, ti senti sempre fuori posto e, nonostante ultimamente spendi più in vestiti che al supermercato, ti sembra sempre di non avere nulla di decente da indossare. e poi la mattina sei sempre in ritardo, fai suonare la sveglia 15 volte prima di decidere ad alzarti, e poi sei un diesel, ci metti quelle quattro ore, due caffé e tre sigarette prima di ritrovare una parvenza di lucidità e quindi figurati se puoi vestirti con cognizione di causa. la stragrande maggioranza delle volte, poi, quando finalmente ti svegli e recuperi coscienza ti rendi conto che nn sei affatto soddisfatta di come sei vestita.

tutto sommato, però, ultimamente hai guadagnato in gusto e in eleganza, nn puoi negarlo. del resto ci stai lavorando, da quando hai lasciato l'università e hai chiuso con il periodo freak, hai iniziato a puntare di più sul tuo look, guardando con attenzione vetrine, tendenze e inserti di riviste che prima nn sfogliavi nemmeno.

poi però, succede qcsa come quello che ti è accaduto oggi e la tua fragile autostima crolla miseramente.

stai seguendo un master da qualche mese in un ente che si occupa di alta formazione post-universitaria e consulenza alle aziende. hai superqato brillantemente le selezioni, mesi fa, alle quali ti sei presentata impeccabile.

stamattina, però, complice il caldo e forse un'eccessiva noncuranza, ti sei messa un paio di braghini appena comprati, con degli inserti in camoscio sul fondo e sulle tasche, e una maglietta di cotone forse dalla scollatura un po' generosa, ma nn volgare. unica nota stonata, le tennis, inseparabili, ma l'hai fatto per praticità e perche ti sembrava la cosa che megli si addicesse al taglio dei pants.

fumando una paglia durante la pausa, ti sei guardata riflessa alla porta a vetri e hai esclamato ingenuamente: "però, un paio d'infradito e un telo sulle spalle e sono pronta per il mare". hai finito la lezione e stavi andando via, quando la tutor ha fermato te e la vale, un bel peperino dalle curve generose ma affatto volgare, e vi ha chiesto un colloquio. eri curiosa, pensavi in qualche proposta per lo stage che farete, destinazione ignota, alla fine del corso. e invece, pem, una tegola in fronte.

la tipa vi ha spiegato, senza un minimo di esitazione, che dovreste avere un abbigliamento più adeguato alla sede in cui vi troviate, che la sua canotta che lasciava intravedere la schiena, ed i tuoi braghini da spiaggia nn erano ben accetti. tu non potevi credere alle tue orecchie, volevi sprofondare e nn sapevi davvero cosa dire. vale, che nn per niente è un bel peperino appunto, ha iniziato subito a replicare che lei aveva caldo e si vestiva di conseguenza, e che i braghini sono di moda e molte delle sue colleghe li indossavano. lei allora ha placidamente replicato che però le sue colleghe li abbinavano al tacco 7 o 12, e non a delle tennis. ci ha chiesto di nn prendercela, di nn offenderci, che anche a lei una volta, da giovane, è successo di essere stata rispedita a casa perché aveva una maglia con maniche all'americana. tu l'ascoltavi impietrita. hai replicato che nn c'era problema, che se queste erano le direttive ti saresti adeguata, bastava saperlo. hai salutato e sei andata via, trascinando con te la vale che ancora fumava dalle orecchie.

non hai pensato ad altro per tutto il tragitto verso casa, anche quando ti sei fermata in palestra a fare una lampada dove hai trovato aidan a scherzare - un po' troppo - con una vostra collega. ma eri talmente furiosa e frustrata che hai deciso di ignorarlo, d'ignorare quella gallina e tutto quello che ti circondava.

mentre uscivi dalla stanza delle lampade hai incontrato dondi cha ti ha apostrofata "ehi, vieni dal mare con quei bei braghini?", "vaffanculo", hai ringhiato fra i denti, "ma io scherzavo, lo sai che sei bella!". vaffanculo uguale, ma questo nn l'hai detto.

ora nn sai che pensare. ti vergogni. e ti scoccia da matti nn essere stata all'altezza della situazione, essere stata criticata. ma d'altra parte ti chiedi se nn dovresti piuttosto indignarti, per il modo in cui sei stata trattata, perche stai frequentando un posto dove la forma conta più della sostanza, perché è bastato un abbigliamento un po' più casual per farti perdere punti.

ma poi, il look conta davvero così tanto? nn basta essere puliti, carini, ordinati? e cosa devi ascoltare, quella rabbia che ti sale dallo stomaco per un sistema così borghese o quella voce che ti consiglia di essere sempre all'altezza della situazione? qui o là?

miagolato da bluemomo alle ore 19:21
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giovedì, 25 maggio 2006

WeIl mio fine settimana a riccione, con la squadra di squash campione d'italia per la seconda volta consecutiva.

il gioco è: chi sono io? chi è traccia?

 

 

miagolato da bluemomo alle ore 12:07
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L'idea di avere un blog privato mi fa tristezza. me n'ha sempre fatta a dire la verità.

ma mia nonna diceva sempre: fatta la legge trovato l'inganno. il che vuol dire sostanzialmente che c'é sempre un modo per aggirare gli ostacoli, e per fare ciò che si vuole e ciò che si deve allo stesso tempo.

Il template è lo stesso, i compagni di vagabondaggio anche. ma soprattutto è la stessa casa ambulante, e la stessa inquieta vagabonda.

in fin dei conti quella che si compie è la parabola esatta: vagabondare da un luogo all'altro, per avere ogni volta l'impressione o forse la certezza di poter ricominciare.

la vagabonde, c'est moi.

miagolato da bluemomo alle ore 11:47
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