venerdì, 30 marzo 2007
Dunque.. da dove partire? Proviamo da qua: io tengo molto in considerazione i vs consigli perché mi aiutano a riflettere, ed a vedere le cose da un punto di vista che a volte la rabbia, lo scoramento, la stanchezza mi tengono celato. Però ci sono alcune cose di cui bisognerebbe tener conto
1. nn mi conoscete, ma vi assicuro che sono una delle persone più equilibrate del mondo. sebbene possegga una sensibilità esasperata, che spesso mi porta a soffrire anche per un sospiro dall'altra parte del mondo, sebbene abbia un certo gusto per la dramatizzazione, sebbene spesso mi lasci prendere da stanchezza e sconforto, vi assicuro che sono una donna tutt'altro che fragile. So vivere da sola e so stare bene con me stessa, a 19 anni sono andata via da casa e mi sono fatta un mazzo cosi per andare avanti, e ne ho viste veramente tante, sempre sola, tutto sola. ci sono episodi della mia vita che conosco solo io perche non ho avuto nessuno accanto quando piu ne avrei avuto bisogno. questo semplicemente per dire che nn voglio traccia come tampone alle mie ansie ed alle mie paure, non lo voglio perche sono pateticamente sola, non lo voglio come una disperata un salvagente. E tantomeno sono una masochista autolesionista. Sebbene la stima che nutro verso me stessa non è certo molto alta, è anche vero che nutro verso me stessa un bene sincero. vivo con me da sempre, sono la mia migliore amica. per questo, non permetterei mai a nessuno, tantomeno ad un uomo, di mancarmi di rispetto, di abusare di me o della mia bontà. non ci tengo al mio orgoglio, ma alla mia dignità sì, ve l'assicuro.
2. non conoscete traccia. e anche i miei post sono spesso sfoghi di un malessere. è per questo che, di tutte le sue sfumature, quelle più narrate sono quelle negative. ma lui, come pochi altri, si è guadagnato nel tempo la mia stima ed il mio rispetto. Lui, col suo carattere complesso e per niente facile, con l'immenso dolore ed i profondi lutti che hanno segnato il suo passato (di cui non parlo per rispetto), lui che ha imparato ad essere cattivo per non affogare, ma che con me non riesce mai ad esserlo fino in fondo. Sì, è vero, a volte è crudele, talvolta egoista, ma - beatà ingenuità - io amo di lui anche le sue ombre ed i suoi lampi. io lo amo in toto, senza nulla volere in cambio. lo amo di una sincerità che spero un giorno qcno possa avere per me. lo amo con la stessa intensità con cui vivo ogni singolo sentimento. e sarebbe bello se andasse sempre tutto bene, ma questa non è la vita del mulino bianco, ed a volte si è quello che si è. Questo non vuol dire che io tolleri e giustifichi ogni sua azione, che possa comportarsi come crede. sono pronta ad andare via ogni qual volta possa avere l'impressione che stia esagerando. ho vissuto a lungo senza di lui, posso vivere ancora altri anni. certo farà male, ma non mi ammazzerà. ma, davvero, nn ho ragione per farlo. tutti sbagliamo. a volte siamo abituati a percorrere la stessa strada per anni ed anni ed alla fine lo facciamo in automatico. così, quando decidiamo di percorrerne una nuova, capita spesso di sbagliare. sono meccanismi consolidati dentro di noi. costa fatica cambiare strada. ci vogliono due palle così. traccia è un uomo di 39 anni. è un uomo che non sa più amare, che non sa piu emozionarsi, che non sente piu il caldo come il freddo. anaffettività, la chiamerebbero i dottori. è una colpa? no, è una strada che per anni si è percorso in automatico. e allora sì, io sono la mamma che lo sgrida quando sbaglia percorso, e mi va bene cosi. perché un bambino viene sgridato, impara, e cresce.
3. io non sto subendo nulla e nessuno. io sono qui per scelta, nessuno mi obbliga. io sto benissimo dove sono. mi riservo però il diritto di soffrire quando mi sento vittima di un'ingiustizia. potrei anche dire: quest'uomo nn mi ama e nn mi amerà mai, ed andarmene altrove. ma allora io nn starei amando lui, starei amando l'amore, starei cercando un affetto di convenienza. io, invece, voglio lui e proprio lui, ed è quello che sento, ce l'ho nella pancia e nn ci posso fare niente. forse domani passerà, naturale com'é venuto. forse durerà in eterno. ma che importa saperlo? a me niente.
4. grazie. vi voglio bene.
miagolato da bluemomo alle ore
09:13
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giovedì, 29 marzo 2007
Lasciando perdere la Cei..
.. sei sola in ufficio e intorno a te c'é un silenzio irreale e nessuno a cui chiedere oni 10 minuti che ore sono.
Fuori piove ed il cielo è di plumbeo che piacerebbe descrivere a poeti e pittori e cantanti, ma tu non sei né l'uno né l'altro per cui ti senti solo molto triste, metereopatica come sei.
Ieri nn sei venuta al lavoro perché ti sentivi uno straccio e nn riuscivi a stare in piedi (ricordi? il tuo corpo crolla sempre un giorno prima per dirti che è tempo di fermarsi!) però poi il pomeriggio hai incontrato aidan in palestra ed hai giocato un'ora a squash con lui e dopo ti è venuta anche la congestione visto che avevi appena mangiato e ti sei data della cretina. ma ti sei divertita come non mai e non hai avuto male, soprattutto non hai avuto male ad averlo ad un cm senza più essere la sua ragazza. ma la lontananza, ad un certo punto, si è azzerata talmente che vi siete ritrovati imbarazzantemente viso a viso, e questo ha turbato entrambi. Brava come te ad incasinarsi la vita non c'è nessuno, ma bravino lo è anche lui che ti ha invitata fuori nel fine settimana. Ma la palma d'oro resta a te che gli hai pure detto di sì.
Applausi.
Vendetta? Nostalgia? Voglia di tenerezza?
Applausi.
E poi ancora lui, il tuo mr. big. Bello e placido come il sole che da lunedì è più tenero di un cremino fiat, che ti accarezza la testa e ti invita ripetutamente fuori. era solo domenica quando, dopo aver perso miseramente un incontro di squash, è venuto da te a dirti: "in questo momento non voglio vedere nessuno. non è colpa tua. se ci credi bene sennò pace". E tu sei rimasta talmente attonita e sgomenta che nn hai detto una parola. il libro che stavi leggendo ti è caduto dalle mani e sei andata ad accucciarti sotto la scrivania dell'ufficio della palestra. Hai pianto tutto il pomeriggio e tutta notte. Poi, finalmente, hai tirato sopra la tua bella riga.
Finché lui non è venuto da te, e tu nn gli hai detto quello che pensavi, e lui non ti ha fatto nemmeno finire porgendoti le sue scuse. Non c'hai creduto, alle sue scuse. nn l'avevi perdonato. Avevi tirato la tua bella riga. Ma il giorno dopo lui è arrivato e ti ha sorriso. E ti ha chiesto di uscire. E ti ha chiesto come stavi. E ti ha chiesto di parlargli di questo e quello. E ti ha ascoltata in silenzio fino alla fine. E tu, solo tu, sai questo cosa vuol dire, sai quanto parlino per lui queste quattro cazzate.
Ed ora nn stai bene e non stai male. Non sai nemmeno bene se lo vuoi ancora o no. Ma è lì accanto, per sua espressa volontà. E ti ha chiesto scusa, come lui riesce a fare, come tu sai capire.
miagolato da bluemomo alle ore
15:21
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Avevo scritto un post lunghissimo pieno di rabbia e di pensieri contro la Chiesa e la nota della Cei. Ma mentre stavo completando la mia dissertazione un pulsante sbagliato e - pof - tutto sparito.
Che qualcuno voglia salva la mia anima?
Sorry, it's too late.
miagolato da bluemomo alle ore
14:52
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martedì, 27 marzo 2007
Nel week end hai letto 
e ieri hai iniziato

miagolato da bluemomo alle ore
07:15
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venerdì, 23 marzo 2007
Ieri hai letto l'ultima riga 
Ed hai appena ordinato

miagolato da bluemomo alle ore
09:44
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Ho ceduto.
L'ho messaggiato.
Vabbé, ci può anche stare. Del resto, IO un cuore ce l'ho.
miagolato da bluemomo alle ore
07:06
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giovedì, 22 marzo 2007
Lo chiamo.
Non lo chiamo.
Lo chiamo.
Non lo chiamo.
Lo chiamo.
Non lo chiamo.
Non lo chiamo.
Lo amo.
Ci siamo incrociati nel corridoio. Mi hai detto ciao. E sei andato via.
E poi? Pugnalami anche se vuoi.
Stasera uscite, in gruppo. Me lo hai detto? Mi hai invitato?
No.
Io, per te, un'estranea.
Io, per te, qcno che nn manca.
Io, per te, una qualsiasi.
Tieni duro. Tieni duro. Tieni duro. Tieni duro. Tieni duro. Tieni duro.
Non lo chiamo. Tengo duro. Lo amo. Sto male.
miagolato da bluemomo alle ore
20:52
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Programma di disintossicazione.
Giorno n. 3
Comincio a subire un po' lo stato d'astinenza. Certo sto tenendo duro.
La verità è che sono molto stanca.
Non mi chiami, non ci sentiamo, non ci parliamo da domenica sera (a parte i formalissimi ciao che tra noi lo sono ancora di più). Non mi hai cercata, non mi hai chiesto di uscire. Oggi è già giovedi. Normalmente, arrivati al giovedì, saremmo già usciti almeno una volta, con un'altra già in agenda.
Ecco, questo è il bene che mi vuoi e la mancanza che senti di me. Ecco, questo è quanto sono importante nella tua vita. Ecco, questo è quanto la mia vita è importante per te.
miagolato da bluemomo alle ore
10:57
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mercoledì, 21 marzo 2007
Tu lo sai, ed il percorso analitico te lo ribadisce, che non riesci a vivere i distacchi se non come dei grossi traumi. Tu sai bene, l'hai sperimentato sulla tua pelle, che i cambiamenti che prevedono il termine di qcsa di familiare, ti provocano una grossa angoscia. Sai anche che hai bisogno di tempo per elaborare il lutto e che più che l'angoscia quello che ti frega è la paura.
Ed è forse per questo che da lunedi soffri di nuovo di regolari attacchi di panico. Hai difficoltà a respirare, il tuo cuore zompetta sempre in gola, lo stomaco si chiude in una grossa morsa, la capa gira e ti formicola.
Sei piccola e fragile? No, sei forte e spaventata. Ma rimani cmq determinata a levare l'ancora e veleggiare verso il mare aperto. Ti fermerai forse di nuovo quando sarai stanca. Per orgoglio, per amor proprio, per desiderio di rivincita?
Nulla di tutto questo. Per stanchezza, forse. Per quel senso di amore calpestato che non sopporti. Perché ti ha ferita e delusa, perché forse devi accettare l'idea che l'uomo che tanto ami non è l'uomo che credevi, anche se puoi sopportare l'ipotesi che invece lo sia ma semplicemente non ne hai più voglia.
E' che da tanto e per tanto hai aspettato l'occasione per condurlo nel tuo mondo, per fargli scoprire come e quanto lo puoi amare, per fargli vedere quanto profondo, onesto, pulito è il tuo sentimento.
E ora che lo hai fatto hai scoperto che questo non ha cambiato nulla, hai scoperto che lui non ti ama, oggi come allora. Lui nn ama te e non ama quello che sei. Lui non ha voglia di lottare per i tuoi sogni né di di farti il solletico pur di strapparti un sorriso. Lui non compra ogni mattina un cioccolatino da nasconderti nella giacca. Non pensa a te prima di andare a letto e non avverte la necessità impellente di sapere che stai bene, qsiasi cosa tu stia facendo. Lui non ha voglia di correre a raccontarti le cose che gli accadono, né di accarezzarti la testa mentre guardate un film.
Tu sì. Tu fai tutto questo e molto di più. Lo hai fatto fino a ieri.
E tutto il mio amore, allora, non è servito a nulla. E' stato un sassolino nel mare, una carezza nel sonno, uno starnuto in un giorno di pioggia.
E non cambierà nulla mai, non mi amavi ieri, non mi ami oggi e, io lo so, non mi amerai neppure domani. nessun domani.
Allora nn ha senso che resti. Ma non per il mio bene, come samaritanamente sostieni tu. Né per il tuo, che certo mi sei riconoscente, questo lo so. Né per il mio futuro né per il mio passato.
E' che nella vita le cose hanno un senso o non ce l'hanno, e questa non ce l'ha più.
Perché restare? Tu non me lo chiedi. E questo fa la differenza.
Andare e ripartire. Da un punto nuovo, con un altro bagaglio. Ed abbandonare, con te, il peso di tante cose, come sentirsi leggeri e, io lo so, fra qualche giorno ritornare a respirare.
E' vero, tu nn mi stai mandando via, ma nn mi stai neppure chiedendo di restare. Mi basterebbe solo questo.
Tu dì solo una parola ed io sarò salvato.
miagolato da bluemomo alle ore
15:40
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miagolato da bluemomo alle ore
10:37
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