venerdì, 27 aprile 2007
Leggevo su Donna Moderna un articolo che dice che il nero non è più glamour, e le donne vestite di questo colore suscitano negli uomini un senso di eccessiva serietà e di tristezza.
Ci ho pensato.
A me sembra una cazzata.
Continuo a considerare il nero un colore molto raffinato ed elegante, e non c'é appuntamento od occasione speciale che non mi veda indossarlo.
miagolato da bluemomo alle ore
10:39
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giovedì, 26 aprile 2007
Come dovrei sentirmi? Felice? Triste? Amareggiata? Serena? Un po' puttana?
Non lo so come mi sento. So solo che riassaporare il piacere di un corpo a lungo amato, tanto tempo fa, da calore e profuma di familiarità. So anche che non mi piace l'idea, certo palesata, che sia stato uno sparo nel buio. So anche che c'é stata dolcezza, rispetto, affetto. So che l'odore che oggi mi sento addosso mi fa sorridere e vagheggiare. Ma so anche che il mio cuore è irrimediabilmente altrove, che il senso di colpa (per un uomo che cmq non farebbe fatica a fare altrettanto) serpeggia nello stomaco, ch enon sono la tipa da scopata. non lo sono mai stata, non credo lo sarò mai. Forse è questo quel vago senso di tristezza e malinconia che fa capolino fra i miei umori. Forse è il bisogno di dimenticare in fretta una notte tanto voluta quanto inutile.
Caro, dolce aidan.
miagolato da bluemomo alle ore
07:16
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martedì, 24 aprile 2007
amore mio immenso.. tu che mi accarezzi il viso ed i capelli mentre io ti accompagno a prendere l'orologio che tanto hai desiderato e cercato. l'autostrada tutta per noi, le nostre mani sempre intrecciate, quando le tue non si staccano per cercarmi e coccolarmi. quant'é difficile per te, amore, questo gesto? tanto, io lo so. E tengo stretto a me il ricordo del giorno più bello.
miagolato da bluemomo alle ore
07:56
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venerdì, 20 aprile 2007
meravigliosa indolenza quella che ti stringe le membra e ti crogioli nel torpore di un sonno che nn ti lascia mai del tutto cullandoti nel tepore di queste giornate primaverili, che sebbene tendano al grigio non sono mai troppo fredde. e poi sai che sono transitorie, sai che non sono gli ultimi colpi di coda di una stagione che si chiude, ma la primavera del tuo risveglio che è ancora tutta da assaporare.
sei viva, e in giorni come questo ti sembra una cosa meravigliosa.
miagolato da bluemomo alle ore
10:25
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mercoledì, 18 aprile 2007
Devi assolutamente ricordare a te stessa di guardare sempre le cose da due angolazioni diverse.
Quando ti convinci di una cosa vai dritta per la tua strada fino allo schianto e non vedi più niente.
Bisognerà scriverselo da qche parte. Peccato che quando abbassi la guardia è il momento che te lo ritrovi nel ... .
miagolato da bluemomo alle ore
07:35
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martedì, 17 aprile 2007
A man
gazing at the stars
is proverbially at the mercy
of the puddles
in the road
miagolato da bluemomo alle ore
14:17
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lunedì, 16 aprile 2007
Hai passato uno splendido week end al mare, a riccione. Il sabato sei stata tutto il giorno al centro federale di squash, ma a metà pomeriggio ti sei placidamente distesa sull'erba a goderti un sole caldo caldo. La domenica l'hai passata in spiaggia, ed appena hai sentito l'inconfodibile odore di sabbia calda e di mare ti sei sentita subito a casa. Niente ha smosso la pace che sentivi dentro: né le polemiche, né le compagnie non sempre perfette, né il ricordo piccolo piccolo della situazione glaciale della tua casa a bologna.
sei tornata a casa con la pelle arrossata ed accaldata. e la sera ti sei goduta la meraviglia di una camporella con traccia, abbracciati dal fruscio degli alberi dei colli bolognesi, sotto una coperta di stelle e con le lucine della città sotto di noi.
cosa puoi chiedere di più? sei in pace con te stessa e con il mondo.
miagolato da bluemomo alle ore
09:29
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venerdì, 13 aprile 2007
Questo post è un ringraziamento per i benzinai della stazione di servizio ip di via marco polo (bologna). Ieri hai fatto benzina per solo 10 € ed hai chiesto timidamente di metterti un po' di acqua nella vaschetta del tergicristallo. T hanno accolto con un largo sorriso e si sono subito messi al lavoro per te, riempiendoti la vaschetta, aiutandoti a trovare la leva del cofano e lavandoti accuratamente il vetro anteriore e quello posteriore.
Ti sei commossa, non sei abituata a tanta gratuita gentilezza. Persone a cui sei legata e per cui fino a ieri avresti dato la vita ti lasciano a piedi e smettono di parlarti, mentre perfetti sconosciuti ti coccolano con onestà.
Il mondo sarebbe un posto migliore se ci fossero tante oasi ip.
miagolato da bluemomo alle ore
10:44
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giovedì, 12 aprile 2007
capita.

miagolato da bluemomo alle ore
09:52
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Il flaneur compare per la prima volta a metà del secolo XIX a Parigi. E' il passante, una sorta di incrocio tra il bohème e il vagabondo, che cammina senza meta per le strade della città, fermandosi ogni tanto a guardare. Nel suo ruolo di osservatore il flaneur stabilisce una relazione particolare con la città, abitandola come se fosse la propria casa. Il suo percorso non coincide con il resto della moltitudine; quello che per il passante è un cammino predeterminato per lui è un labirinto che cambia forma ad ogni passo: si lascia guidare dal colore di una facciata, l'inquietante uniformità di alcune finestre o lo sguardo di una mulatta. Baudelaire vede nel flaneur l'archetipo dell'artista moderno, l'unico capace di rappresentare la liquidità della vita moderna. Nel novecento l'arte del passeggio praticata dal flaneur è sostituita dalla pratica surrealista della deambulazione, che consisteva nel passare da un contesto urbano all'altro, vagando per la città in cerca di associazioni mentali stimolate dal montaggio psichico dei frammenti urbani assaggiati. Negli anni '50 Guy Debord conia il concetto di deriva psicogeografica ad indicare la pratica del vagabondaggio urbano: la Psicogeografia è un gioco e allo stesso tempo un metodo efficace per determinare le forme più adatte di decostruzione di una particolare zona metropolitana. Così la definisce Debord: "Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari."
Hai deciso di coltivare una nuova passione, nata da quelle ore passate su ogni tipo di illustrazione da quando hai aperto gli occhi. Hai deciso di passare dall'altra parte. Hai deciso di raccontare te stessa ed il tuo mondo ed i tuoi vagabondaggi per immagini. Traccia ti aiuterà a scegliere la macchina fotografica (vorrebbe anche regalartela), il resto ce lo metterai tu.
miagolato da bluemomo alle ore
08:02
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