lunedì, 23 luglio 2007
A casa tua non si dorme da giorni, e senti allarmata di essere sull'orlo di una crisi di nervi. Lo capisci dal fatto che da giorni litighi con chiunque, per qualsiasi motivo. Parli a fatica con chi ti sta intorno, rispondi solo se interrogata e, in quel caso, dici delle cose orribili tanto che poi aspetti che ti arrivi un ceffone in piena faccia. Peccato che nessuno lo faccia. In genere, nelle crisi isteriche, sembra funzionare.
Prima di tutto venne il caldo, afoso, vischioso, pesante, appiccicoso. Fai la doccia due volte al giorno, ti bagni i capelli in continuazione con buona pace della tua cervicale, affondi i piedi in bacinelle colme di acqua ghiacchiata che la tua gatta puntualmente sorseggia (ma che schifo, poveretta) ma niente ti aiuta. nemmeno i due ventilatori puntati su di te manco fossi nella galleria del vento, che però funzionano come due phon visto che smuovono solo aria calda. L'altro giorno eri al supermercato che gironzolavi nel loro reparto, e mettendo una mano di fronte ad un curioso ventilatore a torre, hai pensato "ehi, ma questo funziona, questo soffia aria fredda! allora il mio è rotto!". Poi hai realizzato che la vera differenza era nel fatto che il supermercato avesse i locali climatizzati, e l'aria da spostare era aria fredda.. questo tanto per far capire a che livello sei..
Poi dopo il caldo i raccontio delle tue colleghe, ascoltati di sguincio tra una pratica e l'altra, dove ognuna aveva da narrare di un parente od un amico che si era trovato i ladri in casa, proprio lì, mentre dormiva nell'altra stanza, e sebbene abitasse al terzo piano! E allora t'é salita la paranoia da topo d'appartamento, e ora la sera ti sigilli in casa nemmeno fossi nel pieno di una guerra civile in botswana o dove so io, con il risultato che tra la tua casa e il tuo forno non c'é più alcun dislivello climatico, e se ci fosse mai un'ora propinqua all'alba più fresca tu certo non la sentiresti. Tutto quest perché i tuoi cugini se ne sono finalmente tornati a casa per le vacanze, e se tu godi di una golosa libertà, paghi anche lo scotto di uno status di single che rende tutto più difficile.
E infine l'amore per il tuo gatto e l'atavica paura che possa morire collassato da un momento all'altro, chissà perché. E allora ti svegli ogni ora, la cerchi, la chiami, e lei subito corre, certo, ma tu non lo sai che la volta successiva correrà e allora continui puntuale a svegliarti e cercarla. che poi quando non lo fai tu lo fai, che corre da te, ti lecca e ti pettina i capelli, e allora ecco che proprio non si chiude occhio e tu non ne puoi veramente più. sei alla frutta, e speri che qcno prima o poi te lo allunghi quel ceffone, cosi magari mentre vai a farti medicare ne approfitti per fare un pisolino nell'aria condizionata dell'ospedale.
miagolato da bluemomo alle ore
16:06
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mercoledì, 18 luglio 2007
La scorsa settimana sei andata in centro per sbrigare delle commisioni. di solito lasci la macchina nel parcheggio di piazza otto agosto, ma visto che ultimamente sono chiari di luna, hai cercato (ed incredibilmente trovato!) un parcheggio in pieno centro, con un risparmio netto di ben 70 cent orari.
finite le tue commissioni te ne sei tornata bella bella toma toma verso l'auto. nel frattempo hai guardato l'orologio ed hai visto che il ticket era scaduto da mezz'ora abbondante, ed hai pensato: pensa te che ironia se mi hanno fatto la multa, per risparmiare 70 cent pago 130 euro! Ma quando sei arrivata non c'era nessuna multa e così ti sei messa alla guida spensierata e soddisfatta.
Ora, tu l'occhio per i parcheggi non l'hai mai avuto, questo bisogna che lo ammetti e lo fai serenamente. Così come, di fatto, sei ancora un po' ciecata dopo l'intervento. Però quel camion ti aveva stretto troppo, non avresti mai potuto farcela ad uscire da lì. Fatto sta che tu il problema non te lo sei neanche posto, hai ingranato la retro, poi la prima e tac! ti sei fermata immediatamente appena hai sentito la portiera destra urtare contro il cassone del camion, e sei tornata indietro. quello che proprio non avevi calcolato era che la vite che chiude il cassone si era agganciata alla portiera, diventando il perno di un meraviglioso apriscatole che senza troppo pudore ha graziosamente inciso la carrozzeria da una portiera all'altra. Ed il rumore è stato talmente grazioso e poco allarmante che non sei neanche scesa, pensando ad un graffio recuperabile con un po' di polish. e forse questa è stata la tua unica fortuna, perché quando a casa ti sei resa conto di cosa avevi fatto alla tua bimba, ti si sono piegate le ginocchia.
Risparmio netto del parcheggio: 0.70 euro
Valore del danno: 1.500 euro
Ammontare del conto corrente: 84.00 euro
Piangere abbracciata alla tua macchina di appena sei mesi mentre la gente ti guarda incuriosita dalle terrazze non ha prezzo.
miagolato da bluemomo alle ore
07:37
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mercoledì, 11 luglio 2007
Parlerò solo de Prodi mi autorizza????
Ti prenderei a calci nel culo da qui fino alla prima magistratura io!
Sono NOSTRE quelle verità tenute celate! Nostri i morti, le vittime, i violati e i violentati, gli umiliati!
E' a noi che lo devi, come cazzo si fa non capire una realtà cosi elementare? Come si fa a considerarci meno che niente? Ma quanto lo capirete che non siamo pedine sulla vostra scacchiera del cazzo da muovere a piacimento senza prendervi neppure la briga di farci sapere cosa state facendo? Quando?
miagolato da bluemomo alle ore
07:57
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domenica, 08 luglio 2007
stamattina aidan è partito per le vacanze. Non ci vedremo per circa due mesi. In questi giorni ci siamo tenuti per mano, abbiamo condiviso affetto e passatempi, pensieri, parole ed esperienze. Con cautela, senza addossarci etichette o progetti o scadenze, ma con generosità, senza riserve, senza riflettere troppo. E' quello che avresti sempr voluto da lui, cosi razionale e cosi spaventato, ed ora lui lo fa e gli viene facile e bene, come camminare e non pensarci.
Qualce giorno fa hai chiesto ad aidan di farti un regalo, che ti aiutasse a sentirlo vicino durante questi mesi, ma che non comportasse una spesa maggiore di 10 euro. queste sono le uniche indicazioni che gli hai dato, il resto lo hai lasciato a lui.
Ieri sera è venuto da te, contento come un bambino. E' passato a prenderti mezz'ora prima per darti il suo regalo. Prima di dartelo la premessa: ti prendi sempre cura di me e di quellaltro disgraziato (traccia), fai sempre tutto per gli altri e ti dai con tutta te stessa. E' ora che ti prenda un po' cura di te stessa.
Il regalo consisteva di due maschere per il viso rilassanti alla frutta, un bagnoschiuma rilassante alla camomilla, un set bagnoschiuma+crema corpo all'arancio. Il tutto in una bellissima scatola di latta decorata a mano con dei gatti dipinti dalla faccia birbetta e la lingua di fuori. su un lato della scatola uno dei gatti tiene l'altro per la coda, come, scherzando, io ho sempre detto che faccio con lui.
Sei commossa. E sei malinconica.
Oggi il vuoto è tremendamente profondo, ti senti vulnerabile e indifesa.
miagolato da bluemomo alle ore
12:58
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martedì, 03 luglio 2007
La novità è che
non hai più voglia.
Non hai più voglia, ma nemmeno forze ed energie per stare ad ascoltare, capire, aspettare, come hai sempre fatto e come tutti si aspettano che tu faccia. Sei stanca di essere la bambina paziente che si mette in un angolo. Ora hai cominciato ad urlare,ma non contro gli altri, senza rumore urla dentro te stessa il bisogno di ritrovare la tua identità, la dignità del tuo essere con le sue sacrosante esigenze ed i suoi inalienabili bisogni. Ed ecco che allora non hai più voglia di permettere a traccia di pulire i suoi bei piedini sul tuo cuore, e lo hai allontanato, senza stremiti né sfuriate. semplicemtente sei uscita in silenzio ed hai chiuso la porta. Per giorni. Senza sentirlo né pensarlo troppo. La scena isterica è la sua, che prima di anadre via ieri sera ti ha apostrofato minaccioso:"quando rinsavisci mi chiami che ne parliamo". Lo hai guardato come si guarda un folle: rinsavire? ti chiamo? Poi ti è venuto da ridere. Lo hai inseguito, preso per un gomito e detto: ne possiamo parlare finché vuoi, ma se interessa te, perché io sono stanca di fare tutto da sola. Se invece non ti interessa rimani pure immobile, perché ormai io sono già vuota".
E sei stanca anche di aidan e le sue crisi esistenziali. Avete passato una settimana bellissima, vi siete riavvicinati, avete qcsa che in tutto e per tutto assomiglia ad una relazione ma, per carità, non dire che state insieme che gli viene una crisi isterica! E tanta è la sua dolcezza che ti può anche stare bene cosi, ma se non devi impegnarti, se puoi rimanere li e viverla. Se poi invece ogni mattina ti devi alzare e chiederti: e oggi cosa succederà, vorrà ancora stare con me o ha già le paturnie? allora no, grazie.
Familiarizzi sempre più con l'idea che puoi fare ed avere di meglio, che - cazzo! - meriti di meglio fosse solo per tutto quello che dai, per come ti dai, senza riserve né compromessi. se non lo capiscono, se non lo vogliono, non è più un tuo problema, è il loro, e cmq tu sopravvivi benissimo al mondo anche da sola. Lo hai fatto 28 anni, vuoi non esserne capace adesso. Sacrificare se stessi per briciole di affetto, sei stufa di fare il cane sotto la tavola. Tu ci vuoi sedere, a quella tavola. Sennò mangi uno yogourt in piedi, e amen.
miagolato da bluemomo alle ore
10:23
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domenica, 01 luglio 2007
Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù
lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati
ma sapendo che questo ti aiuta
quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose
che non ti erano mai passate per la mente,
di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato:
canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia:
a volte sei in testa,
a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi,
scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente,
dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa
se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco
a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco
ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada,
non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche:
le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni,
anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio,
più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po',
ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po',
ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli:
se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio...
per questa volta.
miagolato da bluemomo alle ore
12:37
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