mercoledì, 29 agosto 2007
E' così da quando ho iniziato: o mi amano o mi odiano.
Io ambra angiolini non la amo né la odio. Ma nutro per lei una gran simpatia.
Figlia dei miei tempi, anche io guardavo non è la rai quando tornavo a casa da scuola. E anch'io, come tante mie coetanee, una volta partita la siglia di chiusura, correvo in camera ad accendere lo stereo, chiudevo bene la porta, indossavo la gonnellina da mare, e mi mettevo a ballare sulle note di please, don't go. Io la musicassetta di ambra l'avevo comprata, 20mila lire al mercato del lunedi, ed avevo vergognosamente fatto la cresta sul pane che mia nonna mi mandava a comprare ogni giorno per averla.
Ma non immaginavo mai di essere lei durante i miei giochi. Guardavo questo strano animaletto (mi è sempre parsa tale, forse per quell'aria furbetta e sbarazzina) che aveva pochi più anni di me e che pure era già una donna, e aveva pensieri diversi dai miei. Proprio per questo, mi ha sempre affascinato ambra. Per quel suo saper essere sempre in bilico su un confine labile tra ciò che è e cio che appare. Tra l'infanzia esasperata e la consapevole femminilità, per esempio. Tra il facile successo e la voglia d'impegnarsi.
Mi è piaciuta, ambra. Perché ha disatteso ogni facile previsione. Ambra è stupida, non sa neanche parlare ha bisogno di qcno le suggerisca cosa dire dentro un auricolare. E invece ambra stupida non lo era. Ambra poteva cavalcare l'onda di un facile successo e diventare una letterinavelinaprezzemolinabambolina buona per tutte le stagioni, da reciclarsi e reimpiegarsi all'occassione. E invece anche lì ha smentito ogni attesa e si è ritirata di buon grado, per studiare, per prepararsi, per crescere. E la si è vista molti anni dopo, sofistica e raffinata, ma con la stessa aria da fanciulla pulita, impegnata in ruoli che nn hanno prestato il fianco alle critiche, che pure ci sono state. forse proprio perché ambra non ha accettato di seguire la strada che le avevano tracciato, non ha accettato di vestire i panni dello stereotipo che le hanno cucito addosso.
Oggi ambra è la criticatissima madrina del festival del cinema di venezia. eppure quel ruolo, secondo me, se lo merita tutto. per la sua coerenza. per la sua faccia pulita e la sua anima linda. per il suo essere riuscita crescere mentre in tanti volevano impedirglielo. per il suo essere sfuggita ad una storia già scritta, senza clamore, senza rumore. silenziosa ed elegante quale la giovane donna che è diventata. Con la sua bellezza che non è maestosa né particolare, ma che è vera e genuina come lei.
E' smarrita e un po confusa, questa madrina, ma è sorridente e vera, proprio come sarebbe una qualsiasi di noi. proprio come siamo state, siamo e saremo anche noi in tante occasioni della nostra vita. non ostenta sicurezza, non c'é superbia nei suoi tratti e nei suoi gesti di donna normale. ambra è una di noi, che non ha perso la consapevolezza di esserlo. e allora ben venga, in questi tempi di vallettopoli, coronopoli e paperopoli di lussi ostentati e di fragilità celate, che vanno a schiantarsi nelle albe sfatte di una serata di eccessi. Brava ragazza, ottimo lavoro.
miagolato da bluemomo alle ore
09:46
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giovedì, 23 agosto 2007
Io sognavo di fare la giornalista.
L'idea di girare il mondo, raccontare le storie più diverse, cercare di capire e condividere con gli altri idee, sensazioni ed emozioni mi sembrava (e mi sembra ancora oggi) una cosa meravigliosa.
Poi ho iniziato a guardarmi intorno, ed ho scoperto cose agghiaccianti.
Prendi l'omicidio di garlasco.
Un avvenimento sconvolgente. una ragazza come me che vede i propri sogni abbandonarla, assieme a tutto quel sangue ed alla sua vita. Non si sa chi sia stato, ma sicuramente si sa già, nessun dubbio, che nn esiste nessun motivo davvero valido per un omicidio così efferato, per una fine così assurda, per una morte così violenta.
Io ignoro chi sia stata chiara, non lo saprei davvero neppure se fossi lì a cercare di capire. e certo non posso comprendere né le cugine cappa, la cui identità sfuma tra le ambizioni di successo e le fragilità di un equilibrio precario, né il fidanzato, dall'aria confusa ed incredula. se l'assassino si celi tra di loro, per ora impossibile dirlo senza ragionevole dubbio.
Ma io guardo quel branco di giornalisti e trattengo a stento la nausea. io li vedo non aver rispetto per nulla: per il dolore, per l'assurdità della vita e della morte, per tutte quelle vite, (non solo quella della povera chiara) interrotte inevitabilmente. Colpe ed espiazioni non ci appartengono. ci sono indizi e indagini, certo, ma non ci sono ancora colpevoli, non ci sono né vincitori né vinti. Eppure loro sono lì che raccontano ogni giorno il pur minim cambiamento di respiro, pur di esserci, pur di condannare, pur di poter dire. Loro interpretano, pontificano, legiferano. Loro inseguono, loro braccano, loro perseguitano. Quanto è verita quello che ci hanno raccontato? e quanto invece il parto di fantasie morbose e voglia di cavalcare il pettegolezzo, qualunque sia? Loro biasimano le sorelle cappa per la loro vanità di apparire, in un contesto così tragico e sconvolgente. Forse ignorano che il dolore ha espressioni e manifestazioni diverse, ma sicuramente fanno finta di non sapere che le due sorelle sono figlie dello stesso meccanismo che essi stessi alimentano ed esaltano.
In attesa di un colpevole, semmai ci sarà, la responsabilità morale di sofferenza, aggiunta ad altra atroce sofferenza, ce l'hanno loro. Perché il coltello ammazza, ma la denigrazione e la condanna sociale pure.
E, come se non fossimo già alla sagra dell'assurdo, ci mancava solo corona...
miagolato da bluemomo alle ore
19:31
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mercoledì, 22 agosto 2007
Un po' di servizi socialmente utili e qualche segnalazione:
Se come me amate i gatti alla follia, ma se anche solo provate tenerezza e simpatia per loro, per iniziare la giornata con un grossa grassa risata
http://rippin-kitten.blogspot.com/
Se anche voi siete stufi di sfamare le compagnie telefoniche che affamano i propri dipendenti nei call center, per scaricare nel vostro telefono un software che vi permetterà presto (dovrebbe) di inviare sms al costo di 1 centesimi (da tenere sott'occhio)
Se avete fate del risparmio un'esigenza o delle mani bucate una condizione di vita
E poi?
E poi basta.
miagolato da bluemomo alle ore
08:53
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martedì, 21 agosto 2007
Se siete uomini, questo post non lo potete capire completamente. potete solidarizzare, ma capire no.
Tutti odiano andare dal dentista, non ho mai conosciuto uno che dicesse eh, che bello devo andare dal dentista, e tutti hanno sudato e stretto forte i braccioli della poltrona pregando che quel rumore e quel dolore finissero il più presto possibile, fiaccati da quel senso di impotenza e sottomissione obbligata mentre qcno è chino su di voi e decide se e come dovrete provare dolore.
Ecco, qcsa peggiore del dentista esiste, ed è il ginecologo. Io odio andare dal ginecologo. Io mi farei dieci carie senza anestesia pur di non andare una volta dal ginecologo. ma non si può. si deve fare e basta.
Dopo anni di silenzio, mi sono decisa perché non si può davvero più rimandare. Il mio ginecologo visita in una struttura pubblica, perché io le visite a pagamento non me le posso troppo permettere. Del resto ho pagato 18 euro per una visita completa, contro i 90 di mia madre in un ambulatorio privato, fa te..
Il mio ginecologo è un uomo. Ecco, io credo che per legge un uomo non possa fare il ginecologo. Un uomo va bene come medico di base. se ti serve un dentista un uomo va bene. perfino un terapeuta può essere uomo e per questo saperlo fare. ma un ginecologo no, un uomo, come si diceva in un film, non dovrebbe sapere più cose di te sulla tua vagina.
Lui è un uomo, ma per fortuna ha un'assistente donna che almeno ti senti un po' meno sperduta. L'assistente donna ti riceve prima della visita e compila con te la tua cartella clinica. vuole sapere praticamente tutto di te: prima mestruazione, primo rapporto sessuale, prima e ultima visita, metodi contraccetivi utilizzati in tutta la tua vita, precedenti gravidanze, malattie familiari..ok, va bene, ma non esageriamo, ci manca solo che ti chieda se pratichi l'autoerotismo e poi sa di te più di un tuo fidanzato. L'assistente donna sbuffa e s'incazza quando le dici che hai usato per anni senza interruzioni una pillola che viene data a scopo terapeutico per non più di sei mesi. Ma io che ne sapevo? "La dottoressa me l'ha prescritta e non mi hai detto nulla". "Ma è scritto anche sul foglietto illustrativo". "Sì, ma io non faccio il medico e i bugiardini non li leggo se posso farne a meno perche sono ipocondriaca e poi mi sento tutti gli effetti collaterali e mi faccio ricoverare per una crisi di panico", questo lo pensi ma non lo dici, hai già preso troppe ramanzine per oggi e non sei nella condizione.
Poi vai da lui, ti chiede di spogliarti e di sistemarti in quella specie di poltrona da torture dell'inquisizione. Ti senti per niente bene e per niente a tuo agio. Non sai dove metter i piedi, non sai dove mettere le mani, non sai se puoi piangere. Lui si avvicina, s'infila i guanti e poi e lì, con la testa a due cm dalla tuà intimità più privata ed è un estraneo e un uomo. Maneggia, palpa, infila, tasta. Ti viene da vomitare. trattieni il respiro, ma il fatto è che più ti irrigidisci più fa male. Per fortuna non indugia molto, anche se non sai se rallegrartene visto che preferiresti che ci mettesse tutto lo scrupolo e il tempo necessario. Poi tocca al seno, e ancora mani e tatto e non ce la fai più.
Tutto a posto, si può rivestire
Dovresti sentirti sollevata ma te ne vai più scossa di quando sei arrivata. Centinaia di anni, la rivoluzione sessuale, l'utero è il mio e lo gestisco io, le lotte femministe, la liberazione dei costumi, il topless e le minigonne, eppure ancora non riesci ad affrontare una visita ginecologica senza imbarazzo e senza quello stupido senso d'impotenza. Chissà se ogni donna si sente così, chissà se per tutte è una cosa così traumatica o se la maggior parte riesce invece a viverla per quello che è, un controllo medico. Io no.
miagolato da bluemomo alle ore
13:18
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lunedì, 20 agosto 2007
Il nuovo anno per te comincia a settembre. Una pagina bianca tutta da riempire con la tua vita.
I propositi per il nuovo anno, per i quali non avrai più alibi né scuse valide sono:
1. frequentare regolarmente la palestra, senza emicranie, svogliatezze, stanchezze e brividi di freddo.
2. iniziare le lezioni di squash e vedere se ne sei in grado o abbandonare per sempre.
3. prendere lezioni di nuoto, che 28 anni è un età fin troppo ridicola per non aver ancora imparato a nuotare.
4. cercare casa, trovarla, chiedere un mutuo, farselo dare e poi non dormire più la notte per paura di non riuscire a pagarlo per i prossimi 27,9 anni. ma anche arredarla e riempirla di te e viverla e sentirti orgogliosa per il mondo di cui ti sei circondata.
Se vi par poco...
miagolato da bluemomo alle ore
14:01
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"Ci vorrebbe un volontario che rientri in ufficio una settimana prima. C'é della merce in partenza e non possiamo permetterci altri ritardi. Se ci sono degli intoppi ci vuole qcno che provi a sbloccarli, o a cui dare la colpa."
Sguardi persi al soffitto, motivetti fischiettati per malcelare un tentativo di mimetismo, il bastoncino più corto tocca a te. Ma tanto che ti frega? A te lavorare piace, le vacanze troppo lunghe annoiano (soprattutto quelle estive che come gabella per la tua libertà devi trascorrere al paesello -e meno male che almeno è sul mare!-) e tutto sommato godere di una settimana bonus quando deciderai tu non ti dispiace.
Poi però stamattina hai la sindrome della costacrociere e piangi nuda alla tua scrivania (no, non è vero. che piangi. che sei nuda è vero) in una bologna e zone limitrofe praticamente deserte. Innanzitutto stamattina hai girato ben 4 bar prima di trovarne uno aperto per fare colazione (e che caz.. ma nn lavora nessuno in questo paese? Poi dicono che c'é crisi. e non ci sono più le mezze stagioni e blablabla) e l'astinenza da caffeina non ha aiutato il umore. Arrivata in un ufficio pressoché deserto eccetto un inquietante andirivieni di muratori di tutte le razze, hai trovato la tua amata azalea esangue, arida e desolata come il deserto dei tartari. Hai rovesciato il secondo caffe della giornata sul pavimento, che rimarrà appicicaticio e farà ciac ciac sotto i tuoi piedi fino al ritorno degli omini delle pulizie la prossima settimana. A pranzo, visto che la mensa è chiusa pure lei, sei andata in un centro commerciale che sembrava quelle città fantasma del far west e hai mangiato un panino stantio che hai pagato ben 3 euro e 20 e minchia, i bar aperti si fanno pagare per tutti. Ora hai un caldo boia, perche stamttina hai visto la pioggia e ti sei coperta come un mammut ma la temperatura non è affatto quella dell'era glaciale e l'aria condizionata sembra essere in ferie pure lei e se non fosse per i muratori che fischiano passando accanto alla tua finestra ti metteresti in mutande. Hai anche sonno, che ti eri tanto facilmente abituata alla pennichella post pasto che ora ti sembra inconcepibile la vita sensa. Ti manca la tua mamma, ti mancano le persone di questo ufficio, ti manco il trillare dei fax e dei telefoni e gli sbadigli degli astanti. Umore nero dopo le ferie. il lunedì di tutti i lunedì.
miagolato da bluemomo alle ore
13:03
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Torni a Bo e non lo chiami. Lo respiri nell'aria, appena uscita dal casello, come un cane avverte che il suo padrone sta per rientrare. Ma non lo vuoi sentire, nn lo vuoi vedere. Non è che non vuoi, è che non ne senti il bisogno. Poi invece ti arriva un suo msg in cui ti chiede se sei tornata. Lo chiami, decidete di vedervi la sera a cena. Non hai voglia, ma ti prepari lo stesso anche perché sai che poi lui starà via per 15 gg, e anche perché non hai la forza di dire di no, non c'é un solo ragionevole motivo per dire di no.
Nel tempo in cui sei stata via, non è stato il tuo pensiero zainetto, nn lo hai portato con te ovunque e non lo hai neanche sentito spesso, volutamente. Nel tempo in cui sei stata via, ti sei sentita dentro che non amavi un uomo come lui, che forse le lacrime, i rifiuti, le discussioni accumulate erano troppe e la delusione aveva acquistato più energia dell'amore sconfinato che provavi. Ma nessun rancore, anzi, come liberarsi da un pesante giogo.
Quando hai aperto la portiera dell'auto lui ti ha sorriso. Aveva al collo il ciondolo che gli avevi regalato due anni fa. Ti ha stretta forte, ti ha tenuta abbracciata. "Che bello che sei tornata" Eri un po' stordita.
Avete mangiato e bevuto e chiacchierato. Lui ti ha lasciata parlare ed ascoltato con attenzione. T sentivi leggera. Tutto fluiva intorno a voi, le parole, le sensazioni, i gesti e gli sguardi. Come nn essersi mai persi nei labirinti di incomprensione, gelosia, rabbia, orgoglio, paura che avevano fatto brandelli di voi. Tutto era leggero, non c'erano distanze, non c'era tempo, non c'erano bisogni.
"Ho fatto male a prenotare la vacanza con P. e P., me ne sono pentito. Avevi ragione tu, sarei dovuto partire con te."
"Mi spiace tanto signorino, troppo tardi! Hai fatto la tua scelta e ora te la tieni. Tra l'altro io sono un bijoux in vacanza: non rompo, non mi lamento, non ti sgrido.."
"Tu sei un bijoux sempre", e sei serio mentre lo dici.
(...)
"Allora, parti davvero da sola a settembre?"
"No. Partire parto, ma non da sola. Non mi sento pronta per un viaggio in solitaria"
"E con chi vai?"
"Ah, non lo so, deciderò mentre sei via."
"Ti va di andare a Praga ad ottobre? Voglio vedere la malinconia di Praga in autunno, voglio vederla con te".
E poi sono corpi nudi e salati, letti sfatti e lenzuola umide di sudore e calde d'amore. Sei tu che stasera non scappi ma rimani ad abbracciarmi, mi tieni stretta e mi respiri addosso. E io lo so che non è cambiato niente. io lo so che sei come acqua, che posso stringere i pugni quanto voglio ma tanto scivoli via. io lo so che mi farai ancora del male e che ti odierò ancora e che non vorrò ancora parlarti. Ma mi addormento felice come i bimbi che tengono un regalo sotto il cuscino, e allungo la mano nel sonno per sentire se c'é, e quando apro gli occhi ho ancora quell'eccitazione felice nel cuore e corro a cercare il mio tesoro. E mi sento piena di te e non ho niente da chiedere e niente da spiegare. E quel giorno non possiamo vederci, non ho molta voglia di uscire neanch'io ma ti saluto e ti mando un msg prima di dormire per augurarti buon viaggio e mi rispondi "t voglio bene anch'io" ed io scoppio a piangere di gioia e gratitudine e oggi non mi manchi perché ti sento dentro e guido sorridendo ebete, ma non perche sei mio (so bene che non lo sei) ma perche lo sei stato e questo mi ha riempita e non lo so piu spiegare.
miagolato da bluemomo alle ore
12:00
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sabato, 18 agosto 2007
Sono tornata.
miagolato da bluemomo alle ore
19:05
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sabato, 11 agosto 2007
miagolato da bluemomo alle ore
09:02
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giovedì, 02 agosto 2007

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=19
miagolato da bluemomo alle ore
07:23
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