giovedì, 27 settembre 2007
Con tutte le cose che hai da fare
con tutte le cose che ti piace fare
trovi un delitto mostruoso, un dovere assurdo dover impiegare una delle tue serate a pulire casa.
Devi sbrigarti ad andare a vivere da sola, dove puoi pulire finalmente per quello che sporchi (molto poco visto che a casa ci dormi e basta) e dove puoi farlo quando ti pare senza dover rendere conto a nessuno.
miagolato da bluemomo alle ore
07:22
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mercoledì, 26 settembre 2007
tu e traccia fate sesso ovunque. e questa cosa, anziché scandalizzarti, ti riempie di calore.
come un segreto solo vostro che vi unisce.
come un piccolo prezioso da custodire dagli sguardi degli altri.
miagolato da bluemomo alle ore
10:29
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lunedì, 24 settembre 2007
Sembra proprio che ognuno di noi è la somma degli imprinting che riceve, delle persone che incontra, delle storie che vive.
La mia terapeuta me lo diceva sempre: ognuno di noi è una cipolla, ogni evento che ci segna è una sfoglia che si somma alle altre e che fa da scudo al cuore.
Noi siamo il nostro passato. siamo la somma di ciò che siamo stati.
Tra le persone che più hanno segnato il mio sviluppo c'é senza dubbio il mio professore di storia e filosofia.
Magrissimo (fassino sembrerebbe obeso al confronto), fumatore incallito di ms, appassionato di cinema e letteratura tanto da avere in casa più vhs e libri che polvere, colto più di tutte le persone che conosco messe insieme, intellettuale di sinistra tanto a sinistra che per lui il manifesto era un giornale di destra (mi diceva sempre). Ma anche cocciuto e dispotico e intransigente come pochi altri.
Il mio professore di filosofia mi ha regalato talmente tante cose che ancora oggi io sento la mia vita impregnata della sua presenza. Anche oggi che non c'é più, perché è scomparso prematuramente qualche hanno fa, anche se avevamo litigato e lui aveva scritto dei giudizi orribili sulla mia scheda di ammissione agli esami, proprio perché avevamo litigato e io non avrei dovuto leggerli ma sono riuscita lo stesso ad averne una copia da un bidello compiacente.
Il mio professore mi ha donato l'amore per i libri e quello per il cinema, mi ha lasciato riflessioni maturate insieme negli interminabili confronti e discussioni a fumare sigarette e sigarette sul terrazzo della scuola, nei pomeriggi semi deserti dei suoi cineforum e degli incontrio liberi fra studenti. Mi ha donato libri che pochi conoscono e film che non li trovi nemmeno nelle guide. Mi ha donato spunti e punti d'osservazione diversi. Mi ha lasciato ricordi di risate e di scontri e di pianti e di interrogazioni infinite.
Io che non credo ad una vita dopo la morte (come lui del resto non ci credeva) mi sono spesso chiesta cosa rimanesse di noi alla fine di tutti.
Ecco, di lui resto io. Resto io che magari non ero neanche più nei suoi ricordi, certo non più nei suoi pensieri, e che però vivo e cammino e respiro intrisa di lui, di ciò che è stato e di ciò che tanto ha amato. Forse più di quanto facciano i suoi figli, forse più di quanto lui avrebbe mai potuto immaginare.
Certe persone, fanno parte di te e delle tua storia più di quanto si creda, o di quanto se ne sia consapevoli. E chissà perché oggi mi colgono questi pensieri. Ma mi culla una sensazione di pace e di azzurro.
miagolato da bluemomo alle ore
15:43
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Sembra che il giallo di Garlasco non sia più tale e che abbia ora una soluzione.
Sembra che l'assassino sia il fidanzato (fidanzatino).
Sembra che sia stato proprio lui.
Io avrei scommesso che invece non c'entrava proprio niente.
E' evidente che come giallista faccio proprio schifo.
miagolato da bluemomo alle ore
15:28
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Oggi rivendico il mio diritto (il sacrosanto diritto di ognuno) a ficcare la testa sotto la sabbia se lo si vuole.
Aneddoto. Da qualche giorno, se ne saranno accorti tutti, fa un freschino da far tremare le orecchie, soprattutto la mattina appena alzati.
Ma prima ancora
Io di bei pantaloni, jeans a parte, non possiedo. Fisichino minuto ma dalla classica conformazione a pera, mia madre non mi ha dato una lira ma mi ha lasciato in eredità un sedere tipicamente mediterraneo, che è difficile da fasciare dentro pantaloni che non siano tagliati a posta per te o che non siano sportivi. A ciò si unisce il fatto che quando vado a fare shopping, provo l'irrefrenabile impulso di indossare immediatamente quello che ho comprato, forse proprio perché scelgo di comprare qcsa di nuovo quando mi sento giù o a poco agio con me stessa. E proprio per questo motivo, essendo io alta un bonsai o poco più, raramente scelgo dei pantaloni, che richiederebbero la ricerca disperata di qcno in grado di farmi l'orlo senza farmi pagare più del pantalone stesso. Che poi, in realtà, io più di una volta ho provato a fare l'orlo da sola, con un impiego di tempo ed energia colossali tanto da farmi sentire piuttosto fiera dei risultati, in realtà.
In realtà, una sera che avevo un appuntamento al buio l'orlo dei miei pantaloni a righine verdi è miseramente crollato al primo colpo di vento, costringendomi a tenermeli su con le mani celando un incrollabile indifferenza.
In realtà, quando ho portato, mesi dopo, in occasione di un rientro a casa, un vestitino da far perfezionare con la taglia e cuci a mia zia, lei mi ha guardato dritta negli occhi dicendomi: "oh Monì, la prossima volta mettici delle puntine con la graffettatrice che fai meno danni."
Così, io ho molte più gonne che pantaloni, e le mie gonne non sono mai più lunghe del ginocchio che sennò sembro una pupetta coi vestiti di mammà. E con questo freddo, io stamattina ho messo le calze. Velate, sì, ma le ho messe. Rigorosamente nere perché nel mio immaginario le calze bianche fanno prima comunione o pornodiva, e quelle carne fanno tanto nonna gina.
E il mio capo stamattina ha sì apprezzato le pieghe della mia gonna, ma anche esclamato: "eh no, le calze no però!"
Ecco, secondo me, non si dovrebbe mai, ma proprio mai, criticare l'abbigliamento di una donna. Criticare il modo di vestire di una donna, vuol dire provocarle un grossissimo imbarazzo, oltre che mettere in crisi ogni sua sicurezza.
Ecco, io se ho sbagliato abbinamento o se mi vesto da giullare, non lo voglio sapere. Preferisco rimanere nella mia beata ignoranza e magari credermi la cocò chanel de noi altri.
Ecco, io credo che nessun uomo possa fare una cosa del genere, nemmeno (tantomeno) tuo marito, ma neanche tuo fratello. E non può neppure un'altra donna, perché è mortificante. Io credo che l'unica che possa darti consigli e suggerimenti, tirate d'orecchio e pareri negativi sia la tua migliore amica (maschio o femmina o misto che sia), ma anche lì deve condurre l'operazione con tatto e delicatezza.
miagolato da bluemomo alle ore
15:11
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venerdì, 21 settembre 2007
Ecco, io a volte vorrei che la giornata fosse di 36 ore, perchè non ho mai abbastanza tempo per fare tutto, tutto quello che dovrei o vorrei fare.
Io nn dormo abbastanza, tanto per cominciare. perché la mia giornata non è di 36 ore ma gli impegni sì.
Io spesso non mangio o mangio male, perché non ho abbastanza tempo per masticare, oppure ne avrei ma non ho la forza per cucinare e tanto meno per andare fuori. Oppure ne ho la forza ma c'é qcsa da fare che mi interessa di più.
Io ho cumuli di panni nascosti nelle scatole, nei cesti, nell'armadio che attendono il fine settimana per essere rammendati-lavati-stirati-piegati-inamidati e intanto se ne stanno nascosti perché -come dice la mamma- non sai mai chi ti può capitare in casa.
Io vorrei avere più tempo per giocare con briciola, correre con lei nel corridoio e guardarle la coda che si gonfia e sembra un procione, farle le catture con la mano e lasciare che me la morda e me la graffi tutta mentre con le zampette scalcia sui miei gomiti, tenerla sulla spalla mentre infila la testolina nell'incavo tra il collo e l'orecchio (giuro, lo fa davvero) ed inizia a far le fusa fortissimo. Ma più spesso ho invece solo il tempo di darle un buffetto distratto la sera mentre mi lavo i denti o m'infilo il pigiama con lei che mi trotterella accanto passo dopo passo in attesa di un po' d'attenzione.
Io ho una lista della spesa nel telefonino, che così posso aggiornarla ovunque mi trovi nel momento in cui qcsa che mi serve mi viene in mente, che si alluga sempre più ma che non trova mai il tempo di svuotarsi, se non quando il mio frigo minaccia l'eutanasia.
Io ho il ricordo di una scrivania, il ricordo perché la scrivania non la vedo più, tanto è coperta di pratiche, fogli, riviste e libri che attendono una loro collocazione. collocazione che, per carità, gli viene regolarmente data, ma loro, chissà com'è, si autorigenerano, forse nella notte, o forse è l'omino delle pulizie che le ritira fuori per farmi dispetto. così per quanto fai e brighi non sei mai pari.
Io vorrei leggere ogni giorno i miei blog preferiti, ed ogni giorno avere il tempo di salutare chi li scrive dicendogli che leggo tutto quando posso, e leggo sempre con la stessa soddisfazione, ma non ce la faccio perche la pasta (quando mi decido a metterla su) scuoce, oppure un'e.mail brigosa distoglie la mia attenzione.
miagolato da bluemomo alle ore
12:01
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lunedì, 17 settembre 2007
Ecco, io lo so che non posso non leggerlo.
Ma, veramente, io questo libro è meglio che non lo leggo perché senno mi sale un'incazzatura che, veramente, non so come la posso prendere.
No guarda, è meglio di no.
miagolato da bluemomo alle ore
07:44
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Dopo un periodo di rose profumate e uccellini straordinariamente intonati (tanto che ti guardavi allo specchio e sbalordita ti chiedevi: ma chi cazzo è questa qua?), da circa una settimana è tornata la vera inquilina di te stessa, musona, piena di ansie, depressa come l'anticiclone delle azzorre. sei tornata ad alzarti la mattia con la spinta di un bradipo e l'allegria di un becchino, sei tornata ad impegnare le tue energie nel rimuginio incessante delle tue sfighe ed a lubrificare i tuoi occhi asciutti (proprio fisicamente, dopo l'operazione sono un po' secchi) con piagnucolii isterici e a ciclo continuo. E tutto questo, come nelle tue abitudini, in completa solitudine, prontra a sfoderare la migliore nonchalance quando interpellata, come fossi la persona più normale nel mondo pefetto. ma sai cosa c'é di nuovo? che tu questa cretina sfigata la conosci, ed ormai ti ci trovi, come un coinquilino brontolone o un gatto dispettoso che ti sporca e graffia ovunque e più lo sgridi e più diventa indomabile. puoi starci male ma fa parte della tua vita e sa di familiare.
Ecchecavolo sono una che ha sofferto io, avrò il sacrosanto diritto di starmene con il muso? no, tutti lì a dire ma pensa a chi sta peggio, sei così fortunata tu, sorridi alla vita... E io, guarda un po', voglio fare quello che mi pare. rivendico per me il diritto di essere incazzata e triste e depressa. che forse finalmente me le vivo e poi mi passa.
miagolato da bluemomo alle ore
07:40
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giovedì, 13 settembre 2007

miagolato da bluemomo alle ore
08:08
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lunedì, 10 settembre 2007
Entri in un condominio insieme ad almeno 15 altre persone, venute lì per lo stesso motivo. l'agente immobiliare è nientemeno che daniele bossari, impeccabile nel suo completo scuro e la camicia azzurrina. la casa è su due livelli. c'è un ampio soppalco che ti affascina subito. la casa è da arredare quasi completamente, ma c'è già la cucina ed è tutta laccata di rosso. E' un po' lontana da dove lavori, ma tutto sommato neppure troppo. decidi che ne vale la pena quando esci sul terrazzo.
Poi un trillo lontano sempre più forte, più forte, più forte... la sveglia suona e tu ti svegli.
Hai tirato un lungo, lunghissimo respiro. hai passato un intero giorno in preda ad una crisi di panico. alla fine hai preso la tua decisione: mutuo per i prossimi 40 anni, di cui i primi 20 passati a regalare migliaia di euro alla banca sotto forma di interessi attivi e passivi. Hai 28 anni, sei alla prima vera esperienza lavorativa e già hai in tasca un contratto a tempo indeterminato e ogni mese uno signor stipendio netto di tutto rispetto. ma se non lo danno a me il mutuo -ti sei chiesta- ma a chi lo danno?
Così sei andata, hai annunciato al mondo la tua risoluzione e ti sei sentita fiera e motivata. Hai iniziato a spulciare annunci, girare per cantieri, bussare ad agenzie. e poi sei andata dalle banche. le banche...
Le banche, per chi come me pensava ancora che un sogno si può realizzare se solo ci credi, le banche ti prestano i soldi solo se i soldi ce li hai già. E solo un’ingenua come me poteva credere che le cose potessero andare diversamente.
Dicono tante cose dei giovani. Che rimangono in casa fino a cent’anni, che non sanno assumersi responsabilità, che si fanno campare da mammà e poi si fanno le vacanze alle Mauritius con il proprio stipendio. Si, è vero, molti fanno così e io li vedo. Ma c’è anche chi così non fa, perché non può e non vuole. C’è chi fa due, tre, quattro lavori ed accetta follemente di caricarsi sulle spalle un mutuo di 40 anni per
Signorina, lei una casa non se la può permettere, in queste condizioni. Si trovi un amante che le paghi le rate e poi ne parliamo.
Guardi, lei con questo stipendio al massimo si può permettere un garage. Non tutti possono comprare una casa, si vede che lei se ne starà in affitto.
Ah, se non si sposa, non vedo come può pagare un mutuo da sola. Dai, magari incontra il principe azzurro, prima o poi.
Ma se non la vendete a me, una casa, ma a chi cavolo la volete vendere? Ah, già! Ai politici che le comprano alle aste per due lire e poi le riaffittano a prezzi da strozzini, ‘sti stronzi.
E scusate se sono stata un po’ via. Ma, francamente, mi sentivo un po’ abbattuta.
miagolato da bluemomo alle ore
08:16
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