giovedì, 27 dicembre 2007
Forse dovrei preparare un elenco di buoni propositi per il 2008. Ma un anno di psicoterapia e una maggiore consapevolezza di me stessa mi dicono che è tempo sprecato visto che poi non ne rispetto neanche uno. che se invece poi succede è puro caso e quindi credo che non valga.
Oggi in palestra tutti mi chiedevano come ho passato le feste. A tutti ho elargito la solita laconica risposta:"Grazie a dio (chi?) anche per quest'anno natale è passato, ora devo solo tener botta per capodanno e poi posso dire di essere sopravvissuta anche questo giro". temo però che questo atteggiamento non corrisponda molto al concetto di marketing del benessere che il titolare tanto si prodiga ad inculcarci.
E' incredibile come sedute e sedute di psicoterapia ed un apparente nuovo stato di benessere possano vanificarsi con appena quattro giorni di soggiorno al paese natio. Da due giorni la mia ben nota amica tristezza misto depresso è tornata a dormire nel mio letto. insieme a briciola, me e il papero benjamine devo dire che sta diventando un luogo un po' sovraffollato.
Ieri hai chiesto a traccia di fare con te "il punto della situazione", e cosa cazzo credevi ti dicesse stupida ingenua romantica? No no, nn se ne parla di relazione, e che però se lui potesse averne una sicuramente sarebbe con me, e anche lui vorrebbe tanto sapere come andrà a finire, e chissa se è troppo tardi per sentire più qualcosa e blablablablabla. E che vuoi che ti dica io? Ieri ero anche felice, per come ci siamo abbracciati, per come ci siamo addormentati nudi sotto il mio piumone. ma oggi la tristezza mi annega e forse sono davvero troppo stanca per non essere arrivata al capolinea. Lo so, l'ho detto mille volte.
miagolato da bluemomo alle ore
22:49
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mercoledì, 19 dicembre 2007
Sei talmente felice che ti senti terrorizzata.
Tu e traccia siete finalmente una specie di coppia, o meglio, lui ha deciso di abbassare le difese e darvi una possibilità. Nessuna dichiarazione, per carità, ma una serie di considerazioni.
E' il tuo momento e tutto sembra filare, senza grossi intoppi. E hai lo stesso panico e la stessa sottile inquietudine di chi sta camminando tra pezzi di vetro e cocci di cristallo, se metti un piede in fallo ti tagli, ma puoi anche cadere del tutto e farti veramente male.
Ma sei felice, perché hai avuto quello che volevi, quello per cui hai lottato, lavorato, sofferto e pianto per quattro anni. E' il tuo momento, l'amore vero paga.
Vorresti tanto pigiare il piede sull'acceleratore per poter approdare al di là di questo sentiero di vetri rotti, in fretta senza troppi tagli, ma non si può, è troppo un rischio.
Intanto ti godi questo pezzetto di favola, e nn vuoi nemmeno pensarci che potresti mettere un piede in fallo, non ce la fai proprio.
miagolato da bluemomo alle ore
10:57
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martedì, 18 dicembre 2007
Come se le distanze tra te e la cuggi non fossero già abbastanza abissali,
ti sei ritrovata a bruciare il suo orsetto preferito portafortuna e anche primo regalo del suo attuale fidanzato.
non l'hai fatto apposta, manco a dirlo, l'orso proprio non c'entra con la vostra separazione affettiva. la verità che non so come l'orso si è ritrovato appollaiato sull'abat-jour a rana (quello un tuo dono per un natale di tanti anni fa), e tu hai lasciato la rana accesa tutta la notte (che quando dormi da sola hai paura del buio) e buona parte del giorno successivo (che hai paura che briciola quando dorme sola possa avere paura quando viene buio) e la sera erano rimasti intatti solo il faccino dell'orso, il suo papillon, e lo scheletro della schiena. il resto aveva subito un'isterectomia piuttosto vasta.
hai comprato un altro orso, ovviamente. che certo non è quello portafortuna preferito del fidanzato, ma somiglia tanto che potrebbe essere un cugino. sì, è probabile che lo sia.
un plauso ed un inchino invece alla trudi, il cui orso ha bruciato per ore senza bruciare, che adesso a posto suo potevate esserci tu o briciola o entrambe, tutte bruciacchiate senza più la pancia. quello sì che era un giocattolo sicuro.
ps. per dovere di cronaca devi tranquillizzare tutti comunicando che, stando all'ultimo bollettino medico, l'orso verra sottoposto ad un delicato e lungo intervento di sutura, ma probabilmente ce la farà, sebbene la prognosi rimanga riservata.
miagolato da bluemomo alle ore
15:52
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Sarò fortemente impopolare, ma a me il natale non piace.
Da tempo ho smesso di credere in un qualsiasi dio, recentemente ho anche smesso di sperarci. Non faccio il presepe da quando avevo 10 anni, e il muschio lo andavo a rubare al cimitero, negli angoli delle cappelle di famiglia. Sì, io ci facevo un po' di tutto al cimitero, davo i bacini sulla guancia a Stefano, nascosta dietro la cappella della famiglia nonmiricordocome, ci fumava le sigarette qualche anno più tardi, ci giocavo a nascondino qualche anno prima, gironzolavo fra le tombe e guardavo le date, facevo i conti e rimanevo affascinata da quelli morti giovani, immaginavo con tristezza cosa li avesse portati via, come l'avevano presa i loro cari. mi piaceva fermarmi a lungo nella sezione dei bambini, quelli morti dopo qualche ora o qualche giorno, con le lapidi piccine piccine. solo dopo molte giri lì mi resi conto che un angioletto portava lo stesso nome e cognome di un mio compagno di scuola, ed era nato (e morto) anche lo stesso mese, solo un anno prima. scoprii solo cosi (e facendo qualche domanda discreta) che quello che stava diventando il mio migliore amico aveva un fratellino morto dopo pochi giorni.
nulla di macabro nelle mie scorribande al cimitero, per carità. nessun prodromo di una futura psicopatologia, né l'alba di una propensione al satanismo. è solo che può capitare, quandi vivi nella periferia di un paesino che allora era appena nato (oggi fai fatica a trovare qcno che non ci sia stato al mare), avere pochi spazi per giocare. se poi vicino casa c'é il piccolo cimitero del paese, se questo cimitero è l'unico spazio pubblico che non sia solo un'immensa distesa di grano, è facile che diventi lo spazio dei giochi, ma anche quello degli incontri, mentre le nonne ascoltano messa nella piccola chiesetta adiacente, biascicando parole in latino incomprensibili ma familiari nella storpiatura che ne hanno fatto.
Tornando al principio, a me il natale non piace. non mi dice nulla, non sono più buona ma persino un filo più isterica. Non mi piace la gente che da gli auguri ovunque la si incontri, né quelli che devono baciarti per forza perché prima di natale non ci si vede più, e be? mica dobbiamo morire, ci vediamo anche dopo, non è che si debba travolgere cose e persone per darci un bacio che non ci daremmo per nessun altro motivo al mondo.
A me non piacciono i regali di natale. Improvvisamente, a natale, tutti realizzano che sei un'amica, e si sentono in dovere di regalarti cose assurde, spesso imbarazzanti, non raramente palesemente reciclate. A natale la gente ti fa dei regali, e ti rendi conto da questi che questa gente non ti conosce affatto, non ha la minima idea di cosa ti piaccia o ti serva, e di cosa ti faccia orrore, ma ciononostante si sente lo stesso in dovere di darti un dono, che tu proprio non vorresti.
Che poi, se qcno ti fa un regalo, non puoi non rendere il pensiero, fosse anche per non passare da maleducata. e lo trovi uno spreco assurdo, spendere dei soldi che potresti conservare o buttare in mille altri modi, per fare dei regali che non senti ma che devi.
Poi ci sono anche le persone che ami, ma che bisogno hai di fare dei regali per natale a loro, quando li ricopri di regali tutto l'anno? regali veri, quelli pensati, quelli sentiti, quelli che non guardi nemmeno quanto costa perché il loro viso felice e stupito non ha prezzo. quelli che passi davanti una vetrina e ti parla di loro, dei loro discorsi delle loro passioni, e aggiungi di cuore un tassello alla loro identità.
A te il natale non piace, che devi per forza tornare a casa, affrontare viaggi della speranza in treni straripanti (un anno l'hai fatto tutto seduta sul water senza poter fare la pipi, peraltro, con la gabbia di briciola su una spalla) o su autostrade murate. che devi stare una settimana a casa insieme ai nonni preda degli incubi delle loro malattie (alzhaimer l'una demenza senile l'altro) a pensare a quanto era bello quando con i nonni ci potevi parlare e ti raccontavano le loro storie. per poi passare il resto del tempo a dormire e mangiare, che amici lì non ne hai piu, e la mamma è troppo presa dal suo ruolo di infermiera per venire fuori con te e anche quando uscite a far la spesa è tutto un corri corri che i nonni sono soli a casa.
A te il natale non piace, e non piace nemmeno il panettone che ti fa schifo l'uvetta.
miagolato da bluemomo alle ore
09:21
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Riguardo l'intervista a Prodi a Che tempo che fa
Se uno lo ascolta, non è che Prodi non dica delle cose sensate, tutt'altro.
Se uno lo ascolta, Prodi propone delle riflessioni profonde, tutt'altro banali, comunque intelligenti, sul nostro paese.
Il problema, è che Prodi non s'affronta.
Io c'ho provato, io ero interessata davvero alle cose che diceva.
Ma c'é poco da fare, è veramente letargico. Ci puoi mettere tutto l'impegno che vuoi, ma non riesci ad ascoltarlo per più di 2 primi e 28 secondi, poi la mente parte e vaga e non ce n'é più.
Però gli rendo anche atto che sa essere rilassante. Potrebbe fare delle audiocassette contro l'insonnia, il Romano.
miagolato da bluemomo alle ore
08:53
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martedì, 11 dicembre 2007
Sarà anche stato acclamato da critica e giuria a cannes
però
sinceramente
a me ha fatto veramente cag..
Che poi, alla fine del film, traccia mi fa "ma qual é il senso?" e io "boh?"
Mogi mogi ce ne siamo andati verso il percheggio.
(scusami yukiko, ma a me non è piaciuto per niente)
miagolato da bluemomo alle ore
13:44
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giovedì, 06 dicembre 2007
La noia ti sta uccidendo.
Non la rabbia
Non la depressione
Non la frustrazione
Non il rancore
Non la malinconia
E nemmeno le sigarette.
E' il tedio che ti sta logorando.
Con la stessa lentezza con cui bussa alla porta.
AAA una botta di vita cercasi.
Astenersi perditempo.
Please.
miagolato da bluemomo alle ore
10:58
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mercoledì, 05 dicembre 2007
Premetto che non sono un pirata informatico e che non ho mai scaricato un film/telefilm/serie tv in vita mia
Premetto che ho un contratto capestro con fstweb che amcora mi chiedo che cazzo ce l'ho a fare se a casa non ci sono mai ma poi mi costerebbe più disdirlo che continuare a pagare in silenzio
Premetto che l'unica cos abuona di fastweb non sono né le tariffe né la cortesia dei suoi centrlinisti che saranno pure poveri sotto pagati della generazione dei call center e per questo con una vita d'inferno, ma io che colpa ne ho che mi trattano sempre di merda?
Premetto che l'unica cosa buona di fastweb, dicevo, è non solo la fibra ottica ma anche emule adunanza (che tra l'altro non è compatibile con vista quindi non so che farmene ora)
Premesso che ci sono film (abbastanza trash a dir la verità) che hanno segnato la mia infanzia e che per me sono più umportanti che la madeleine per Proust
Premesso tutto ciò, ho provato l'altro giorno a scaricare Fracchia contro Dracula ed al mio rientro, scoprendo il download complatato, ho staccato tutti i telefoni e disdetto ogni impegno
Il film parte direttamente con un panoramica sul castello. Che poi io mi ricordavo che partiva dall'ufficio di Fracchia ma vabbé, l'ho scricato, magari è tagliato l'inizio.
Che poi anche il castello mi sembra un pelo diverso, ma sai come sono le epifanie, i ricordi s'intrecciano con le fantasie e i contorni sfumano.
Che poi inquadrano una signorina molto truccata e penso che strano che sono già alla festa al castello, quella con tutti i mostri che festeggiano dracula.
Poi la signorina parte con un servizio orale su un altro invitato e allora mi rendo conto, non senza emettere un mezzo strillo, che no, non me lo ricordavo proprio così Fracchia contro Dracula.
Volevo scaricare Fracchia contro Dracula e mi sono ritrovata con un pornazzo.
miagolato da bluemomo alle ore
15:50
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L'altro giorno ti hanno spedita (su tua richiesta) ad un corso di aggirnamento a Scandicci. Il sito dell'hotel indicava questa ridente località come la cosa più facilmente raggiungibile del mondo, e tu naturalmente c'hai creduto. Hai iniziato a nutrire dei sospetti appena scesa alla stazione di Firenze, dove hai aspettato per ore una corriera sgangherata che, quando finalmente è arrivata dopo aver saltato almeno due delle corse in programma, ti ha sballottolato con poco garbo e senza grazia per la campagna fiorentina. sarà stata la stanchezza, sarà stata la suggestione, sarà stato che eri l'unica italiana a bordo mescolata a razze e idiomi di tutto il mondo, fatto sta che ti sembrava di essere in uno dei film di indiana jones.
Arrivata alla fermata indicata astiosamente dal poco compiacente autista, a cui avevi chiesto il favore di segnalartela (ma chi è che dice che i toscani sono persone gioviali?), cammini e cammini e cammini ancora, prima d'arrivare al'hotel a due passi dalla fermata dell'autobus. Camminando camminando hai avuto modo di registrare intorno a te campagne e case, talmente deserte e serrate (sia le une che le altre) da sembrare disabitate. Poco prima di arrivare in albergo, solo le 19.30 ma già affamata perché per pranzo solo un pacchetto di crackers, hai notato sulla l'invitante insegna "trattoria toscana".
Aperta la porta della tua stanza, hai sorriso con affetto all'odore di pulito nell'aria, agli asciugamani caldi ripiegati sul termo a muro, alla carta igienica serrata da un nastrino di benvenuto. Hai deciso di fare la doccia al tuo rientro, e di correre a cenare. hai salutato il portiere con un deciso "vado a cena", come se fosse la cosa più semplice del mondo. non avevi certo idea di essere finita in una specie di smalville.
Sei andata a passo deciso verso la trattoria che avevi visto, quando, avvicinandoti, hai notato uno scalpiccio strano e un po' sospetto. in effetti, un cortese gruppo di benvenuto composto da pittorischi personaggi dall'idioma poco italico, era già sull'uscio pronto a dare il benvenuto all'insolita turista. Qualcosa, saranno stati gli sguardi, i fischi o forse i simpatici complimenti a te rivolti, ti ha fatto optare per il tirar dritto, l'umore già tendente al brutto e lo stomaco brontolante.
Hai camminato e camminato e camminato, ripetendoti che non poteva non esserci almeno un bar su quella strada. ma su quella strada non solo non c'era un bar, non c'era proprio niente. solo macchine a velocità folle che se mai avessi avuto bisogno di attraversare avresti anche potuto far l'alba.
Ma non hai avuto bisogno di attraversare, non c'era assolutamente nulla né su un ciglio né sull'altro. nessuna attività umana, nessun bar negozio farmacia, nessun passante, nessuno. persino le finestre e le persiane delle case erano serrate. non saprest immaginare perché, ma hai iniziato a provare un vago senso d'inquietudine.
Hai ripercorso i tuoi passi, sei passata di nuovo di fronte la trattoria toscana (altro giro altri fischi) e hai camminato e camminato e camminato dalla parte opposta, ma.. niente.
Il nulla dietro, il nulla avanti, il nulla tutto intorno a te.
Cammina che ti cammina, ad un certo punto hai sentito odore di pizza. non potevi non valutare che quella storia sui miraggi potesse essere vera. e invece, seguendo la scia, hai trovato una porta socchiusa da cui filtravano luci e voci. hai alzato lo sguardo e hai scoperto di essere al cospetto di Pizza Express.
Lacrimoni agli occhi, infinito senso di amore per il prossimo e per la vita, stavi già per convertirti quale segno di gratitudine per l'intervento divino. Zompettando allegramente hai aperto la porta e ti sei infilata per un corridoio freddo e umido che ricordava più una cantina che una pizzeria. ma forte della tua nuova fede, ti sei anche detta che non era proprio il caso di fare la snob giudicando un posto dalla sua anticamera. ma la fredda e umida aticamera è finita, e sei sbucata al cospetto di un'altra porta socchiusa, spingendo la quale hai aperto un varco su un'immensa fredda e spoglia cucina dove un gruppetto di pachistani all'opera si è bloccato per puntare su di te un quattro paia di occhi fortemente interrogativi. imbarazzatissima hai chiesto se quella nn fosse una pizzeria e loro ti hanno detto che no, facevano pizza solo d'asporto e che tra l'altro avevano terminato l'orario.
sei uscita mesta mesta piangendo davvero, pensando che, però, almeo non ti eri convertita.
miagolato da bluemomo alle ore
15:22
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